martedì 13 settembre 2011

Manovra

Considerazioni di una semplice cittadina su alcuni punti della manovra

Io non faccio politica ma  seguo con attenzione le vicende politiche. Non m’intendo di economia, ma vado al mercato a fare la spesa per la mia famiglia. Sono semplicemente una comune cittadina italiana che deve ingegnarsi per fare quadrare i conti del bilancio familiare con le modeste risorse economiche a disposizione. Sono molto preoccupata perché il presente che stiamo vivendo è incerto, instabile, insicuro,  più povero di qualche anno addietro,  ci troviamo in una società in cui prevalgono l’egoismo, l’arroganza e la prepotenza. Nel contempo mi sforzo di presagire anni migliori, però per ora non vedo positività all’orizzonte, almeno per le classi lavoratrici.La manovra di cui si sta tanto parlando in questi ultimi mesi  sta avvalorando le mie preoccupazioni e mi sono posta degli interrogativi per cercare di capire dove stiamo andando.Dopo tanto fare e disfare la manovra da 54,2 miliardi di euro è approdata al Senato dove è stata votata con il voto di fiducia: 165 sì, 141 no e 3 astenuti (io personalmente non concepisco le astensioni in quanto le giudico segno di incomprensione del problema per cui si vota o di vigliaccheria). Vedremo cosa accadrà alla Camera, sicuramente riceverà via libera  anche lì e, d’altro canto, non potrà accadere diversamente visto che questo governo ci sono tanti ciarlatani.La prima domanda che mi sono posta è la seguente: “Perché questo governo pone sempre la fiducia per approvare le leggi impopolari?”  Forse la risposta l’ho trovata, ma non sono sicura sia quella giusta. Sono preoccupata e comprendo  le motivazioni che hanno convinto migliaia di lavoratori a scioperare il giorno 07 settembre e i 400 manifestanti a protestare fuori da Palazzo Madama mentre al suo interno si varava la manovra. A loro va la mia completa solidarietà.Continuo a chiedermi come mai siamo arrivati a un passo della bancarotta. Sarà perché i nostri politici, dall’Unità d’Italia, ma ancor più negli ultimi decenni, pare che facciano politica per mestiere, con l’esclusivo obiettivo di sistemare economicamente i propri bilanci, quelli dei loro familiari e amici, piuttosto che il bilancio del povero Stato italiano. Stiamo forse ritornando ai tempi di Cavour e di Mussolini, quando s’imponevano tasse e imposte a chi meno possedeva per incrementare le ricchezze dei proprietari terrieri, degli industriali, dei finanzieri? Se l’obiettivo che si vuole perseguire con la manovra non è questoperché l’IVA, già pesante per i ceti deboli, è stata portata dal 20 al 21 per cento?Pagare 1% di IVA in più su un capo di abbigliamento o su un litro di benzina per uno che guadagna 5000 euro al mese è una bazzecola, ma  chi non guadagna niente o meno di 1000 euro al mese ( e si tratta di una buona fetta della popolazione italiana) viene costretto a rinunciare ad altri acquisti anche se necessari. Ho l’impressione che i nostri governanti, ovviamente tutti benestanti che non hanno mai conosciuto la vera miseria, stiano adottando la politica di Maria Antonietta di Francia quando ai poveri che reclamavano il pane rispose: se non hanno il pane, mangino brioches.Da ignorante in tema di economia, io penso che aumentando l’IVA si riducono gli acquisti: è veramente ipotizzabile un gettito di 700 milioni di euro in quest’anno e di 4,2 miliardi di euro dal 2012? Se il povero contribuente riuscisse a percepire un salario più alto forse sì, ma i salari rimangono fermi.E come spiegarsi quel prelievo di solo 3%, deducibile, sui redditi superiori ai 300 mila euro? In quanti anni di duro lavoro potrà accumulare un tale reddito un operaio che deve versare l’IVA al 21%, che guadagna meno di 1000 euro al mese e che deve pagare il mutuo o l’affitto per la casa in cui abita?  Questo cosiddetto “contributo di solidarietà” dovrebbe essere versato dal primo gennaio 2011 al 31 dicembre 2013 mentre l’IVA del 21% da subito e per sempre. Questa è la solidarietà  del nostro governo!Se proprio si vuole essere solidali perché i parlamentari che godono di due o più redditi non rinunciano da subito alle loro indennità parlamentari e a tutti i loro privilegi? Per questi signori fare politica è una missione, nobile missione, o una imposizione? Se è una missione, volontariamente scelta per contribuire al benessere di tutti i cittadini italiani, perché pretendere il doppio o triplo reddito? Il politico non è uno e trino come Cristo. È  impensabile che possa lavorare con efficacia ed efficienza su più campi, lo fa solo per mettersi in tasca più stipendi, ma l’esito negativo è sotto gli occhi di tutti e, purtroppo, viene pagato dai  soliti sfruttati. Questa è solo vergogna!E che dire dell’innalzamento dell’età pensionabile delle donne a 65 anni? Solitamente una donna attorno ai 60  anni si trova a dover accudire genitori, marito, figli e nipoti e attende il pensionamento per poter pensare anche a se stessa. Come può farlo se si pretende che debba invecchiare sul lavoro, (magari stressante o pesante) mentre il suo fisico deperisce e le forze diminuiscono? Viviamo sulla terra o in un mondo fantasioso?E perché non si adotta lo stesso criterio per i parlamentari, uomini e donne? Perché a chi si presenta in Parlamento per un solo giorno gli viene garantita la pensione di 5000 euro al mese dal momento in cui non viene più eletto? È forse figlio di un altro Dio? Non riesco a darmi una spiegazione del perché nella manovra sia stata inserita la modifica all’art. 8 dello Statuto dei lavoratori prevedendo tra le materie non di contrattazione aziendale o territoriale, il licenziamento discriminatorio e alcuni diritti delle lavoratrici madri. L’unica spiegazione  plausibile ritengo sia questa: un governo composto per la maggior parte da imprenditori spregiudicati e da affiliati desiderosi di potere e di ricchezze senza doversi spaccare la schiena o logorarsi il cervello, non poteva che pensare a liberarsi da vincoli sindacali per punire con il licenziamento coloro che si permettono di rivendicare i loro diritti in ambiente lavorativo. Questo vuol dire che un datore di lavoro ha libertà di licenziare chi gli sta sulle scatole o la madre che deve spesso assentarsi per accudire il figlioletto malato. Se non stiamo ritornando all’epoca di Dickens, poco ci manca. La barzelletta di Sacconi  riferita all’art. 8 mi ha fatto sorridere e nello stesso tempo indignare. Il ministro forse non ha riflettuto abbastanza raccontando la vicenda dello stupro delle suore nel convento avvenuto nel 600. Ha detto che la suora che aveva detto di no ai briganti non fu stuprata. Questo vuol dire che tutte le altre suore accettarono l’azione degli stupratori? Beh, forse è quello che stanno facendo alcuni sindacati?E che pagliacciata è quella della riscossione coattiva del condono 2002. Come hanno fatto a sparire i contribuenti condonati?  Devo ammettere di essere veramente ingenua per non aver capito fino ad oggi  come si può sparire per non pagare quanto dovuto al fisco. Peccato che se il semplice cittadino sbaglia la dichiarazione dei redditi, l’Agenzia delle Entrate o Equitalia interviene con pesanti sanzioni. Che mistero è questo?. Le stesse perplessità mi assalgono quando sento parlare di evasioni fiscali miliardarie. Io non possiedo miliardi da portare all’estero per non pagare le tasse e quindi il problema non me lo sono mai posto. Dobbiamo mettere le manette ai nostri governanti che sono i primi a tradire il fisco portando i loro capitali all’estero? O forse mandiamo in carcere il piccolo negoziante  che non rilascia lo scontrino fiscale o il piccolo commerciante che non fattura? Certo, non è eticamente corretto fare questo, però è molto più grave far scomparire i redditi dei capitali che si posseggono o si producono in Italia. Non è ipocrisia tutto questo?E,  infine, c’è un altro aspetto della manovra che non mi convince: nessun provvedimento è stato contemplato per creare posti di lavoro. Perché?  Con quali soldi i disoccupati e gli inoccupati, giovani e non giovani, pagheranno la loro parte del debito pubblico contratto da politici incapaci e sanguisughe? Se non lavorano, con quali mezzi potranno sostenere se stessi e il bilancio dello Stato? Certo, a un governo composto da ricconi e imbroglioni interessa poco creare le condizioni  per garantire un minimo di  benessere economico a coloro che non possono permettersi case e auto di lusso, yacht e viaggi costosi. A loro interessa solo spremere  chi non ha niente e cercare nella politica privilegi e ricchezza. Io sono realmente indignata e molto preoccupata perché temo che tale situazione non potrà durare a lungo e vedo avvicinarsi la rivolta sociale.Non è pessimismo il mio, ma una semplice constatazione del malessere sociale che proviene soprattutto da chi sta cercando disperatamente quel lavoro che non c’è.  

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