martedì 13 settembre 2011

pensioni d'oro

LE PENSIONI D’ORO DEI PARLAMENTARI


Come avviene tutte le mattine, anche questa mattina navigo su Virgilio per leggere le ultime notizie e m’imbatto nell’articolo sulle pensioni d’oro dei nostri ex parlamentari, 1464 ex deputati e 843 ex senatori, scritto da Gianni Giannattasio e pubblicato sull’Espresso: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/pensioni-doro-tutti-i-nomi/2157568 .

Vengo colta da una rabbia indescrivibile e cerco di approfondire l’argomento. Cosa scopro? Un articolo di Emanuele Lauria, pubblicato sulla Repubblica di Palermo, dal titolo “Il dirigente regionale va in pensione Riceverà ogni giorno 1.369 euro”, http://palermo.repubblica.it/cronaca/2010/03/19/news/il_dirigente_regionale_va_in_pensione_ricever_ogni_giorno_1_369_euro-2767043/

Questo fortunato dirigente regionale si chiama Felice Crosta ed è l’ex presidente dell’agenzia dei rifiuti della Sicilia.

Mi sono posta diversi interrogativi: In quale Repubblica democratica viviamo? Com’è possibile che in Italia si verifichino situazioni di questo tipo? Siamo un popolo di sadici e masochisti o di normali cittadini? Esiste un briciolo di umanità, di giustizia, di solidarietà, di riconoscenza nelle coscienze dei nostri deputati e senatori, di destra o di sinistra che siano?

Io, al loro posto, mi vergognerei al solo pensiero di dover avallare e godere di provvedimenti parlamentari che definiscono e attuino disparità sociali così eclatanti.

E i nostri nonni che hanno combattuto guerre non volute, che sono dovuti correre davanti a bombe nemiche e alleate, che hanno dovuto affrontare fame, pericoli e torture, che si sono entusiasmati per la nascita della Repubblica Italiana, che hanno applaudito alla Costituzione ritenendo di aver conquistato diritti e civiltà, che se ancora in vita percepiscono pensioni che permettono loro di arrivare a fatica a fine mese, ma questi nonni quali sentimenti nutrono nei confronti di tutti i parlamentari pensionati che intascano vitalizi e privilegi così clamorosi?

Continuano a pensare alla riforma previdenziale per sanare il debito pubblico, ma perché non rinunciano ai loro lauti introiti pur di non toccare le misere pensioni?

E dire che hanno ottenuto lo scranno in Parlamento grazie ai voti di coloro a cui succhiano il sangue come sanguisughe!

Sono pensioni che vanno da un minimo di 3.000 euro al mese a un massimo di 31.411 euro mensili di Giuliano Amato e ai 34.000 di Ciampi Per non parlare poi del dirigente regionale siciliano che riceverà, con l’approvazione della Corte dei Conti, 1.369 euro al giorno, che moltiplicato per 30 giorni fanno 41.070 euro al mese.

Cos’è la democrazia per questi signori? È il diritto che viene loro riconosciuto dalla Costituzione Italiana per sfruttare la povera gente?

Parlano di libertà: ma quale libertà? La libertà di fregare il prossimo?

È una vera vergogna, la barca affonda e loro gozzovigliano, e con i nostri voti. Tutti brava gente, a destra, a sinistra, a Nord e a Sud! Complimenti!

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